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Piadina romagnola


Con Piadina romagnola, o piada romagnola,
pie romagnola, pjida romagnola, pièda romagnola,
pji romagnola, pida romagnola, in Romagna s'intende
una schiacciata composta di farina di grano, acqua,
sale, e dei luoghi, anche altri ingredienti.
La piada classica romagnola è tirata sottile col matterello e,
a fuoco ardente di braci, fatta cuocere sul testo, una teglia
di terracotta, dal basso orlo, la cui forma richiama qualcosa
di primitivo. Si ottiene così un ampio disco picchiettato di
bruno per gli ardori del fuoco, friabile, tenero, delicatissimo
al gusto, che si consuma con buoni salumi nostrani,
formaggi freschi, erbe di campagna e
generoso Sangiovese di Romagna.

La piadina semplice prevede come ingredienti:
- 1 kg di farina
- 20 g di dose lievitante
- 180-200 g di strutto
- un pizzico di sale
- mezzo litro di latte.

Quella contadina prevede come
ingredienti: farina, strutto, bicarbonato e zucchero.
La più rustica si prepara, invece, senza strutto e con
l'acqua al posto del latte.



Chi di piadina se ne intende sa che determinare la ricetta
canonica è impossibile, e forse anche indebito. Troppe le
varianti locali e familiari per stilare l'esatta formula.
Accade anche per i piatti più complessi: ciascuno ritiene
che la vera ricetta è la sua.
Tante facce della stessa piadina, insomma, ma alcuni
parametri nella diversità esistono certamente.
L'altimetria, per esempio. Si va dalla più bassa a
Riccione alla più alta nel forlivese.
La grandezza, come le teglie di "Montetiffi" e condita
senza riserve e ben cotta.
Insomma un vero rompicapo per buongustai e tradizionalisti.
Per fortuna esistono tre punti fermi.
In pratica acqua, farina e sale. Il resto rappresenta la variabile
in parte impazzita: tipo e quantità di grasso utilizzato, olio,
zucchero, lievito e latte. C'è perfino chi adotta il miele.
Un rebus gastronomico forse insolito per un cibo che non è
neppure un piatto vero e proprio;
ma vanta antenati e parentele con mezzo mondo.

Fa parte dell'area del pane non lievitato, cui appartiene
per esempio quello azzimo degli ebrei.
D'altra parte il lievito è stato utilizzato in cucina per la
prima volta nell'antico Egitto.
Oggettivamente la piadina può essere affratellata al pane
carasao o alla carta musica, sardi, al pane arabo, a schiacciate
non lievitate della Turchia, del Maghreb e dell'Eritrea.
Esistono tracce anche in India e, perfino in America Latina:
se al grano sostituiamo il granoturco
otteniamo l'equivalente delle “tortillas".

L'abbinamento con la piadina è molto variegato e si può
assicurare che si adatta a molti cibi. E più indicata per quelli
che si sciolgono, come i formaggi - squacquerone e rucola -
, e per i salumi, - prosciutto - con un'avvertenza: non
sposarla con quelli troppo salati, come il prosciutto toscano.
L'estensione si ferma a due varianti: con le erbe e con le patate,
tipico dell'Appennino Tosco- Romagnolo
(la tradizione non ammette altro !) : ecco allora il Crescione,
la sfoglia sottile di piadina ripiegata in sé stessa, che racchiude
ripieni di erbe cotte, zucca o patate
Lo conferma anche Pascoli in una sua poesia:
"Azimo santo e povero dei mesti (...)
che s'accompagna all'erbe agresti...".

C'è comunque un segreto, semplice e pratico per gustare
la piadina nella sua impareggiabile fragranza: consumarla
calda, al massimo dopo tre minuti dalla cottura; dunque,
occorre venire in Provincia di Forlì-Cesena,
nel luogo di produzione, magari al chiosco delle simpatiche
azdore, giovani ed anziane inimitabili donne di Romagna.

La preparazione della Piadina romagnola


Ingriedenti per 4 persone:
500gr di farina bianca,
50gr di strutto (o 5 cucchiai di olio extravergine di oliva),
sale, un pizzico di bicarbonato, acqua tiepida.
Preparazione: disponete la farina a fontana sul tagliere.
Incorporare lo strutto (o l'olio) ed aggiungere il sale e
il bicarbonato. Con l'aiuto dell' acqua tiepida, lavorate
il tutto fino ad ottenere un impasto sodo.
Dividetelo in 8 palle di pasta e lasciate riposare per
circa 30 minuti sotto un tovagliolo.

Scaldare la teglia
(di terracotta, di ghisa o una moderna antiaderente).
Stendere le pagnottine con il matterello fino ad ottenere
dei dischi di circa 25cm di diametro e 3/4mm di altezza
e cuocere sulla teglia calda qualche minuto per parte.
Per girare la piadina, sollevarla con un coltello a lama lunga.
A cottura ultimata tagliare in due e servire per accompagnare
carne alla brace oppure imbottire come descritto qua a fianco...

Con la Piadina romagnola...

la piadina si imbottisce in mille modi:
con affettati come il prosciutto, la mortadella,
il salame, il lardo ecc... oppure con lo squacquerone
e rucola, con insalata di radicchi e cipolla fresca,
oppure farcita con pomodori e melanzane in gratè,
con la verza nel periodo invernale,
oppure con erbette di campo tutto l'anno...
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